Note (sp)arse. Il Senso della Vita

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“Tuttavia, la percezione più alta e più nobile del significato è riservata a coloro che, privati dell’opportunità di trovare un significato in un’opera, in una lavoro, nell’amore, con l’atteggiamento adottato in simili situazioni si innalzano e crescono oltre se stessi. Quel che importa è l’atteggiamento preso: un atteggiamento che consente di trasformare la loro situazione di dolore in successo, trionfo, eroismo.”

La vita ha sempre un significato” – Victor E. Frankl

 

L’ironia delle idee, lo stato ineffabile, l’istante sempre nuovo, disordini, decadimenti, questo pare essere la vita. La Tragedia sarà dunque il segno della meraviglia? Ne conosco l’esigenza di scoprirsi sempre liberi, fuori dal tempo e dallo spazio, tutto è parte del  cammino: sembianze incorporee, fatalità atavica, il Destino immutabile. Nascita, morte, dolore, sofferenza, illusione, gioia, speranza. Un cammino essenziale, necessario. Non sempre sappiamo in modo così chiaro e definitivo la meta del nostro viaggio. Persone inattese, coraggio e fiducia, la vita, una continua lotta, l’aspirazione alla libertà, i condizionamenti che la rendono (im)possibile. Camminando – spesso per inerzia – un passo dopo l’altro, ci si rinnova continuamente. Sentire, scoprire, la sabbia, l’acqua sotto i nostri piedi, il mutare delle stagioni. Ha un Senso la Vita? Forse il senso è nel saper perdere la meta, nell’intuizione, nel camminare senza posa.

Bruna Digregorio

 

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Note (sp)arse tra senso e valori

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In questi anni, nel tentativo di ricomporre gli infiniti frammenti di un’Esistenza tutta da ricostruire, ho avuto modo di conoscere questo libro “speciale”. Scritto da uno psicologo viennese di nome Victor Emile Frankl.

Di questo libro mi piace ricordare un concetto fondamentale.

Dio scrive dritto su righe storte

Frankl scrive: “Consideriamo il detto: Dio scrive dritto su righe storte.” Tale fatto è inconcepibile se pensiamo che Dio stia scrivendo su una pagina. Scrivere dritto vuol dire disporre delle lettere parallele in modo perpendicolare rispetto al rigo. Su linee storte le lettere non possono non essere scritte parallelamente. Ma se consideriamo uno spazio tridimensionale, invece del piano bidimensionale, è invece perfettamente possibile disporre lettere parallele su linee storte.

Frankl era, inoltre, uno scalatore appassionato e, nelle sedute di psicoterapia con i suoi pazienti parlava spesso del concetto di “verticalità”. Ma cosa significa “rimanere in verticale”? A tal proposito, posso soltanto dire di aver “vissuto” la “verticalità”, in questo modo:

“Soltanto uno scalatore abilissimo sa farlo. Rimanere in verticale non significa soltanto restare attaccati alla roccia, ma anche guardare in alto senza dimenticare quello che ci lasciamo alle spalle, mentre procediamo, perchè è quello che ci darà la forza per continuare la scalata. Rimanere poi in verticale significa anche adagiarsi, ogni tanto. Lo scalatore sa che non è bene lamentare l’irregolarità della roccia, perché sa che non avrebbe, altrimenti, alcun “appiglio” da poter afferrare per riprendere le forze prima di “scivolare” verso la cima.”

Al Dottor Nicola De Sabato, per tutto quello che ha sempre fatto per me.

Con affetto.

Bruna Digregorio

Note (sp)arse

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Foto: Bruna Digregorio

“Il dolore. Perché sbarazzarsene? – non sempre é possibile definitivamente – perché avere paura? Il dolore ci rende vivi. Nessun fiore ha mai conosciuto la luce del sole senza prima crescere nell’ombra.”

Bruna Digregorio